E228
Bisolfito di potassio
Un solfito di potassio fornito in soluzione acquosa e usato come conservante e antiossidante.
i Dettagli sull'additivo
| E228 Bisolfito di potassio è sicuro?
I solfiti sono uno dei 14 allergeni che il regolamento UE 1169/2011 obbliga a dichiarare quando sono presenti oltre 10 mg/kg o 10 mg/litro espressi come SO2. La sensibilità ai solfiti è ben documentata nelle persone asmatiche, che possono reagire con respiro sibilante, senso di costrizione toracica o broncospasmo. La maggior parte delle reazioni ai solfiti è un'intolleranza e non una classica allergia mediata da IgE, anche se sono stati descritti rari casi mediati da IgE. Arriva nella dieta soprattutto tramite vino e succhi di frutta, e l'indicazione dei solfiti diventa obbligatoria non appena il tenore di SO2 supera i 10 mg/litro.
| Usi
Si usa in enologia, nei succhi e concentrati di frutta e in alcuni prodotti trasformati a base di frutta e verdura, dove un solfito liquido si dosa con più precisione di una polvere. Apporta potassio anziché sodio, aspetto rilevante nel vino perché il sodio ne altera il gusto. La specifica UE lo definisce come una soluzione a titolo dichiarato di anidride solforosa e non come un sale cristallino.
| Interazioni
Lo ione bisolfito lega l'acetaldeide e altri composti carbonilici, così una parte di quanto aggiunto resta legata e non conserva più. Impedisce ossidazione e imbrunimento, ma distrugge anche la tiamina (vitamina B1) e può schiarire temporaneamente il colore delle antocianine. Dalle sue soluzioni si libera anidride solforosa gassosa man mano che il pH scende.
| Origine
Si produce saturando con anidride solforosa una soluzione di carbonato o idrossido di potassio. Si conserva in soluzione perché il sale secco è instabile e si trasforma in metabisolfito di potassio.
| Dose giornaliera
Una DGA di gruppo di 0,7 mg per kg di peso corporeo al giorno, espressa come SO2, si applica congiuntamente a E220-E228 e non a ciascun sale separatamente. Nel seguito della rivalutazione del gruppo pubblicato nel 2022, l'EFSA ha concluso che i dati disponibili non bastano a confermare tale DGA e che l'assunzione stimata può superarla in alcuni gruppi di consumatori.
Le informazioni provengono da enti regolatori pubblici (EFSA, FDA, WHO) e sono solo a scopo di riferimento. Leggi sempre la confezione e consulta un professionista sanitario per consigli medici.
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